Carovita

 

 

 

Proposte di legge:

Agostini, n. 4884,
7 aprile 2004

Agostini, n. 4885,
7 aprile 2004

Gasperoni, n. 4886,
7 aprile 2004

 

Mozione

Violante, n. 100261,
2 settembre 2003

Le scelte del Governo Berlusconi in ambito economico e fiscale hanno progressivamente ridotto il potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni.

I tagli sistematicamente effettuati allo stato sociale hanno aumentato le spese dirette dei cittadini in campo sanitario, e la riduzione costante dei trasferimenti agli Enti locali ha fatto lievitare le tasse locali per evitare la chiusura dei servizi.

Le categorie maggiormente colpite sono quelle dei lavoratori dipendenti e dei pensionati: il loro impoverimento, dato emerso da tutte le recenti ricerche, è una delle cause del calo degli acquisti, della crisi del risparmio e del ristagno della produzione del nostro Paese.

I lavoratori dipendenti e i pensionati, negli anni passati, hanno, più di altre categorie, sopportato il peso della crisi economica ed hanno sostenuto la maggior parte dello sforzo per il risanamento del Paese. Sono loro che, in anni di drammatica crisi economica, avevano accettato di contenere le loro richieste di aumento in cambio della possibilità di mantenere perlomeno il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, ma hanno subito da questo Governo una doppia beffa: oltre a doversi attenere, per le loro richieste di aumento, al tasso di inflazione programmata, che l’attuale Esecutivo non ha inteso in questi anni adeguare al reale aumento del costo della vita, hanno avuto dei prelievi fiscali aggiuntivi a causa della mancata restituzione del drenaggio fiscale. Il Governo Berlusconi non ha applicato la legge – per altro mai abrogata - sul recupero del drenaggio fiscale che prevedeva che, qualora l’inflazione superasse il 2%, il Governo provvedesse ad adeguare le aliquote, gli scaglioni e le detrazioni IRPEF in modo da riassorbire l’effetto dell’ulteriore pressione fiscale non rispondente ad un reale aumento del reddito.

Negli ultimi tre anni l’inflazione ha superato nettamente la soglia del 2%.

La tutela del potere d’acquisto di salari e pensioni e la loro rivalutazione, adeguata al reale costo della vita, è un punto fondamentale dal quale non si può prescindere e che non deve essere sottovalutato, come sta facendo l’attuale Governo il quale, anziché avviare una discussione seria ed iniziative concrete a sostegno di lavoratori e pensionati propone, quale cura di tutti i mali, un non meglio precisato taglio delle tasse.

Le nostre proposte mirano a ridare forza alle retribuzioni e alle pensioni attraverso la riconferma e l’ampliamento delle norme relative alla restituzione del drenaggio fiscale e alla creazione di panieri di riferimento più vicini alla reale situazione di lavoratori e pensionati.

Nello specifico proponiamo di riaffermare la validità delle norme per la restituzione del drenaggio fiscale; eliminare le limitazioni alla restituzione via via introdotte e prevedere che la restituzione avvenga quando si superi lo scalino del 2%.

Per risolvere il problema della consistente perdita del potere d’acquisto delle pensioni nonché della riduzione relativa del reddito nazionale distribuito alla popolazione anziana, proponiamo i seguenti interventi: un paniere ISTAT ad hoc per le spese delle famiglie di cui sia capofamiglia una persona con più di 65 anni, paniere con il quale calcolare la rivalutazione annuale delle pensioni; abrogare (o perlomeno mitigare) gli scalini di reddito per la rivalutazione annuale delle pensioni rispetto al costo della vita; rendere effettivamente operante il meccanismo che attribuisce ulteriori aumenti, stabiliti ogni anno con Legge finanziaria, in relazione all’andamento dell’economia; parificare la deduzione riconosciuta ai fini IRPEF ai redditi da pensione a quella riconosciuta ai redditi da lavoro dipendente (incrementandola da 7.000 euro a 7.500 euro).

Nel settembre del 2003, visti il ritmo annuo col quale cresceva l’indice dei prezzi al consumo (2,6-2,7%) ed il disinteresse del Governo, abbiamo presentato una mozione – primo firmatario Luciano Violante – dove chiedevamo un tavolo di concertazione con le forze imprenditoriali, sindacali e con le associazioni dei consumatori per un attento monitoraggio dei prezzi, con particolare attenzione a quelli dei prodotti scolastici, della benzina, dei ristoranti e dei pubblici esercizi, nonché un intervento attivo del Ministro dell’Agricoltura, in collaborazione con le associazioni dei consumatori e con gli agricoltori, per rendere trasparente la formazione dei prezzi dei prodotti agricoli. In quella mozione abbiamo poi proposto di predisporre un quadro organico delle tariffe concordato con Regioni ed Enti locali e di liberalizzare il settore dell’energia e quello dei servizi. Infine abbiamo richiesto al Governo di varare una legge per rendere concretamente praticabili le cosiddette “azioni di gruppo” a tutela di interessi economici che riguardano migliaia di consumatori.
 

 
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