No profit

 

 



Proposta di legge

 Jannone-Benvenuto,
n. 3459,
5 dicembre 2002

 

 

Durante i governi di centrosinistra, tra il 1996 ed il 2001, diversi passi avanti erano stati fatti nell’ambito del no profit: l’approvazione della legge che ha rilanciato il ruolo del Terzo settore nella progettazione e gestione del sistema integrato dei servizi sociali a livello locale; la normativa sulle Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale); le nuove norme sulle società sportive.

Le scelte dell’attuale Governo puntano invece a valorizzare solo i caratteri assistenzalistici e filantropici del Terzo settore: il mondo della cooperazione si è visto ridurre drasticamente le agevolazioni, la Cooperazione internazionale allo sviluppo è stata completamente abbandonata a se stessa: nessuna legge, nessuna politica per lo sviluppo è stata infatti prevista in questi ultimi anni e i fondi stanziati sono stati sensibilmente ridotti. Il Ministro Tremonti ha cercato di asservire al controllo della politica le Fondazioni di origine bancaria, importante strumento di sostegno per le politiche sociali e per il Terzo settore. Inoltre in occasione delle tre manovre finanziarie del Governo Berlusconi sono stati sistematicamente respinti dalla maggioranza gli emendamenti dell’opposizione che favorivano le donazioni e le agevolazioni fiscali per il Terzo settore. Gli adempimenti attuativi della legge sul Terzo settore non si sono visti e quindi non si parla di questioni decisive come la definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale, la riforma degli assegni degli invalidi civili, la non autosufficienza, il riordino dei profili professionali degli operatori, le misure per l’infanzia, la disabilità, la famiglia.

Nonostante questo immobilismo del Governo noi abbiamo ottenuto alcuni importanti risultati. La legge sull’Associazionismo di promozione sociale approvata nel 2000 dal Governo dell’Ulivo riconosce il valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività e ne promuove lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali. In questa legislatura abbiamo dovuto sollecitare più volte il Governo per far convocare l’osservatorio nazionale, previsto dalla legge, e per utilizzare il fondo per l’associazionismo finalizzato a sostenere finanziariamente le iniziative ed i progetti delle associazioni. Notevole è il ritardo delle Regioni (escluse l’Emilia Romagna e la Toscana che hanno già provveduto) nell’approvare la legge regionale prevista ma, seppur sollecitato, il Governo non ha assunto alcuna iniziativa per sensibilizzarle in tal senso.

Nel novembre del 2003 è stata approvato alla Camera, con voto quasi unanime, il provvedimento sull’impresa sociale. Il testo licenziato dall’assemblea è stato largamente modificato e migliorato grazie all’approvazione di numerosi emendamenti dei deputati DS e di tutta l’opposizione. Il testo originario era infatti molto diverso da quello approvato, che si trova attualmente all’esame del Senato. Sono state recepite le istanze e le critiche avanzate dalle organizzazioni no profit e fatte proprie dall’opposizione. Il provvedimento fornisce una precisa definizione di impresa sociale come “quella organizzazione privata senza scopo di lucro, che esercita in via stabile e principale un’attività economica di produzione o scambio di beni o servizi sociali”. Il provvedimento esclude la possibilità di ridistribuire gli utili ad amministratori o a persone fisiche e giuridiche che partecipano all’impresa; gli utili possono essere reinvestiti solo nelle attività che la caratterizzano, usufruendo in tal modo di agevolazioni fiscali; soggetti pubblici o privati con finalità di lucro non potranno mai detenere il controllo dell’impresa sociale; le cariche sociali dovranno essere elettive; vi è l’obbligo di pubblicità del bilancio economico e sociale e si dovranno stabilire forme di controllo contabile e di monitoraggio delle finalità sociali dell’impresa.

La presentazione alla Camera della proposta di legge per l’incentivazione del finanziamento privato degli organismi non lucrativi, ha invece risposto all’appello proveniente dalla campagna “+ dai – versi” promossa dal settimanale Vita e dal Forum del Terzo settore. La proposta di legge, approvata all’unanimità dalla Commissione Finanze della Camera, è una vera chiave di volta per il sostegno e per il futuro del mondo del no profit italiano: infatti prevede la deducibilità delle donazioni erogate a soggetti che operano senza scopo di lucro fino al 10% del reddito del donante.

Un altro successo è stato nel campo dell’editoria: siamo riusciti a fare “riammettere” (dopo l’iniziale esclusione da parte del Governo) le associazioni di promozione sociale tra i beneficiari delle agevolazioni tariffarie postali. Senza il nostro intervento le loro spese di spedizione sarebbero state estremamente più costose (fino a sei volte tanto).

 

 
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