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Mentre andiamo in stampa la Casa delle
Libertà attraversa la sua crisi più grave. La sconfitta alle elezioni
europee e, più ancora alle amministrative, è stata cocente. Il travaso
di voti da Forza Italia all’UDC e alla componente più critica di AN,
che fa capo al Ministro Alemanno, ha riequilibrato i rapporti interni,
ma ha messo in allarme il Presidente del Consiglio. Ne ha fatto le
spese il potente Ministro dell’Economia che era il punto di equilibrio
del centrodestra nel Nord del Paese.
Non sappiamo quale sarà l’evoluzione
della vicenda politica. Non è chiaro perché si è dimesso Tremonti,
visto che il Presidente del Consiglio insiste sulla continuità della
politica economica. Se la politica non cambia perché cambiare il
Ministro? In realtà il Presidente del Consiglio ha deciso di aprire
uno scontro con i suoi due alleati recalcitranti. Ha dato la testa di
Tremonti agli avversari interni, in particolare ad AN, ma ha fatto in
modo che si trattasse di una vittoria inutile dichiarando che la
politica economica non cambierà. Questo significa che la crisi non è
risolta e che continuerà su altri terreni. Infatti l’UDC ha presentato
emendamenti al testo di riforma costituzionale che mettono in soffitta
la devolution, cara alla Lega, ed il premierato con potere di
scioglimento della Camera, che tanto piace al Presidente del
Consiglio.
Le crescenti difficoltà del centrodestra
dipendono anche dal fatto che in questi tre anni tutto il
centrosinistra ha fatto una buona opposizione. I deputati DS sono il
gruppo numericamente più presente alle votazioni in Aula e proprio a
Montecitorio l’on. Berlusconi ha avuto le sorprese più cocenti: 47
sconfitte pur disponendo di 87 voti di maggioranza.
Ma una buona opposizione non deve
limitarsi a disgregare la compattezza politica dell’avversario. Deve
anche proporre. Molti simpatizzanti, molti che sarebbero disposti a
spostare il loro consenso nella nostra direzione, molte compagne e
molti compagni ci chiedono se siamo pronti a governare. Abbiamo
raccolto in questo piccolo libro la nostra risposta. Tre anni di
proposte, di battaglie politiche, di impegni nei confronti di tutti i
settori della società italiana.
Non sono stati anni facili, anche al
nostro interno.
La guerra in Iraq ha aperto scontri e
divisioni. Quando ci è stato possibile distinguere la missione in Iraq
dalle altre missioni, quelle di pace, abbiamo votato, giustamente, a
favore degli impegni diretti al mantenimento della pace e contro
l’impegno militare in Iraq. Siamo solidali con i militari italiani che
sono stati mandati in quel Paese, a volte senza i mezzi adeguati alla
difficoltà dell’impresa; ma siamo contro la scelta del governo,
sbagliata, antieuropea e subalterna. Nel maggio scorso tutte le
opposizioni, unite, hanno votato la richiesta di ritiro delle nostre
truppe dall’Iraq e per una netta svolta rispetto al passato: passaggio
all’ONU della direzione militare e politica, piena sovranità del
governo irakeno. A queste condizioni siamo disponibili ad aumentare la
presenza italiana per la sicurezza degli operatori dell’ONU.
Sfogliando questo piccolo libro
troverete molte novità. Proposte per la tutela del potere d’acquisto
di pensioni e salari, per la competitività del nostro sistema
imprenditoriale, per il rilancio del Made in Italy, per la riforma del
mercato del lavoro che tuteli in un sistema diventato flessibile, la
dignità e la sicurezza economica delle lavoratrici e dei lavoratori,
per la riforma della giustizia e della sanità, per la tutela dei
risparmiatori. L’unica vera proposta di riduzione fiscale l’ha fatta
il centrosinistra. Il centrodestra ha aumentato le imposte sul TFR dal
18 al 23% ed ha preso dalle tasche degli italiani circa 3 mila
miliardi di lire. Noi abbiamo proposto di riportarlo al 18%; la
proposta è stata approvata dalla Camera e ora è al Senato. Se davvero
Berlusconi vuole ridurre le tasse perché si oppone all’approvazione
anche al Senato di questo progetto?
Un gruppo parlamentare non è
autoreferente. Segue le indicazioni politiche del partito e
contribuisce alla loro elaborazione; ascolta i cittadini comuni e gli
specialisti; si consulta con gli alleati della coalizione, sostiene le
proprie proposte attento ai suggerimenti che possono venire da ogni
parte.
Sfogliate con calma questo piccolo
libro; alcuni di voi potranno individuare nei tanti progetti la
risposta ad un bisogno, l’eco di un’aspirazione, la presenza di un
valore ideale in cui riconoscersi, l’ascolto di una proposta fatta in
un dibattito o ad una festa dell’Unità. Tutti, inoltre, potrete
constatare che, dopo la sconfitta del 2001, abbiamo fatto molta
strada, siamo consapevoli delle nostre responsabilità e siamo pronti,
se continuerà a venire il consenso degli elettori, a riprendere, con
tutto il centrosinistra, la guida del Paese.
Luciano Violante
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