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La
X Commissione,
premesso che:
è stata di recente annunciata la nascita del portale italiano del turismo,
www.italia.it, che dovrebbe essere realizzato da Sviluppo Italia, IBM, ITS e
Tiscover su progetto avviato dal ministero per l'innovazione e le tecnologie;
tale annuncio ha creato numerose perplessità tra gli assessori regionali
al turismo e tra gli operatori del settore turistico, anche perché il
portale in questione è stato presentato quale strumento per effettuare
acquisti, intermediazione e commercializzazione diretta di servizi turistici
sul Web;
questa caratteristica ha ingenerato il dubbio negli addetti al settore che il
portale, anziché essere progettato quale sostegno e servizio alla promozione
dell'offerta turistica nazionale, divenga nei fatti ed a tutti gli effetti un
soggetto concorrente, espressione di interessi privati, e dunque parziali, creando
una turbativa nella libera concorrenza in quanto sostenuto da un ingente finanziamento
pubblico;
gli assessori regionali al turismo di ogni schieramento politico, nel corso
della prima riunione del coordinamento hanno espresso forti critiche riguardo
all'avvio del portale anche per il fatto che la cifra stanziata per la sua realizzazione
(49,5 milioni di euro) dai commi 9 e 10 dell'articolo 12 del decreto-legge 14
marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005 n.
80 è palesemente sproporzionata se rapportata ai progetti interregionali
già finanziati ed in particolare di quelli sul «Portale del turismo»
e sul «Turismo congressuale» (Fondi INTERREG) di cui Liguria e Toscana
sono regioni capofila, con una spesa prevista di soli 1,5 milioni di euro;
ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, la dimensione eccessiva
della spesa prevista per il portale è dimostrata, se ancora ve ne fosse
bisogno, anche dal fatto che per il portale Europeo sono stati stanziati 6 milioni
di euro, fatto che legittima la convinzione che l'operazione del portale www.italia.it
sia un inutile sperpero di risorse pubbliche per nulla funzionale alle esigenze
di promozione del prodotto turistico italiano ed esclusivamente finalizzato
a remunerare consulenze e commesse nel settore informatico;
dopo il ricorso della regione Toscana, si preannuncia una raffica di ricorsi
alla Corte Costituzionale per incostituzionalità del citato articolo
12; le regioni infatti, oltre a considerare ingiustificato il costo complessivo
del portale, chiedono di sapere come mai mentre si disperdono risorse pubbliche
in un progetto faraonico si taglino tutti i fondi destinati alla crescita del
turismo:
impegna il Governo
a sospendere la realizzazione del portale previsto dall'articolo 12, comma 8,
del decreto-legge n. 35 del 2005 convertito con modificazioni dalla legge 14
maggio 2005 n. 80 al fine di consentire un maggiore approfondimento sul tema
specifico da parte di tutti i soggetti interessati e il coordinamento dei progetti
in campo;
a indirizzare le ingenti risorse destinate al portale a un piano di promozione
straordinaria della marca turistica Italia.
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