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L'istituto referendario
Il referendum abrogativo è
disciplinato nel nostro ordinamento dalla legge 25 maggio
1970, n. 352, che ne individua in maniera puntuale le
differenti fasi.
Le richieste di referendum
devono essere depositate, tra il 1° gennaio e il 30
settembre di ciascun anno, presso la Corte di cassazione
(Ufficio centrale per l referendum) che entro il 15 dicembre
ne vaglia la conformità alla norme della legge del 1970.
Superato il controllo della
Corte di Cassazione, setta poi ala Corte Costituzionale
valutare, entro il 10 febbraio successivo, i quesiti
referendari sulla base della loro conformità all'articolo 75
della Costituzione, nonché agli ulteriori parametri di
costituzionalità posti dalla Corte stessa nel corso della
sua giurisprudenza pluriennale.
Conclusosi positivamente anche
quest'ultimo esame, il Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice il
referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15
giugno. La proposta sottoposta a referendum è approvata se
alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi
diritto, e se la maggioranza dei voti validi (escluse dunque
le schede nulle e quelle bianche) è a favore
dell'abrogazione.
La pubblicazione in Gazzetta
ufficiale, prima del voto referendario, di una legge che
accolga l'oggetto dei quesiti referendari fa sì che la
Cassazione possa:
a) annullare il referendum, se
ritiene modificati i principi ispiratori della disciplina
preesistente o i suoi contenuti normativi essenziali;
b) estendere la consultazione
referendaria alla nuova normativa, qualora questa presenti
innovazioni di mera forma o di mero dettaglio.
Non prevedendo la legge, prima
della consultazione referendaria, un termine prefissato per
l'adozione di una nuova normativa, la cassazione potrebbe
pronunciarsi per l'annullamento o il trasferimento dei
quesiti finché sussiste il tempo tecnico necessario.
Comitati promotori e iter
dei quesiti sulla procreazione
Come è noto, i quesiti
referendari presentati alla legge 40 sono stati cinque, uno
totalmente e quattro parzialmente abrogativi. Diversi i
soggetti promotori:
-
il quesito totalmente
abrogativo è stato presentato dai radicali e
dall'associazione Luca Coscioni;
-
tre dei quattro quesiti
parzialmente abrogativi (quello relativo alla ricerca
clinica e sperimentale, ai limiti di accesso alla
fecondazione assistita, e alla fecondazione eterologa)
sono stati presentati da uno schieramento trasversale di
diverse forze politiche e rappresentanti della società
civile, tra cui esponenti del centro-sinistra, laici del
centro-destra e radicali:
-
l'ultimo quesito
parzialmente abrogativo (quello relativo ai diritti del
concepito) è stato presentato da un comitato di donne
della sinistra e della Cgil.
Mentre la Cassazione, lo
scorso dicembre, ha ritenuto compatibili con le prescrizioni
della legge ordinaria tutte e cinque le richieste,
stabilendo altresì, in dialogo coi Comitato promotori, il
titolo dei quesiti, il 13 gennaio 2005 la Corte
Costituzionale si è pronunciata dichiarando l'ammissibilità
solo per i quattro quesiti parzialmente abrogativi,
ritenendo invece inammissibile quello totalmente abrogativo
perché, in caso di approvazione, si determinerebbe un
pericoloso vuoto normativo su una materia assai sensibile
dal punto di vista dei diritti fondamentali coinvolti.
Si voterà domenica 12 e
lunedì 13 giugno 2005.
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